- Foliage nel Bosco della Vallonina e Valle del Rio Fuggio
- Foliage sul Monte Terminillo: Rifugio la Fossa e Monte Cardito
- Foliage sui Monti della Duchessa
- Foliage sull’Altopiano di Rascino
- Foliage sulla Riserva Naturale del Monte Navegna e Cervia
- Foliage sui Monti Sabini : Monte Tancia e la Valle Gemini
- Foliage sui Monti della Laga
Tra fine settembre e novembre le foglie degli alberi mutano colore per effetto dalla maggiore escursione termica esistente tra il giorno e la notte. Dal verde cangiante i colori diventano più caldi, creando una varietà cromatica di sfumature chiamato foliage. Questo fenomeno divenuto celebre nel Maine, New England e che in Giappone è chiamato momijigari, si può osservare anche qui da noi, nei parchi e nelle foreste in giro per l’Italia, dove l’autunno dà il meglio di sé. I faggi, larici, frassini, querce, castagni, ma non solo. Non bastassero gli alberi, a prendere i colori caldi dell’autunno durante il periodo del foliage, anche il sottobosco risponde a tono: l’erba ingiallisce, le felci si fanno d’oro, le piantine di mirtillo virano verso il rosso, la ruggine, il viola…Alcune specie, infatti, cambiano il colore direttamente dal verde al marrone mentre il cambiamento graduale è tipico delle piante caducifoglie che si trovano in zone dal clima temperato.
Nei nostri itinerari autunnali vedremo proprio questi colori cangianti dal giallo al rosso che preludono il periodo del riposo della natura quando poco a poco gli alberi si spoglieranno per essere pronti per la successiva primavera. In questo contesto i faggi sono i protagonisti indiscussi di questo periodo. In particolare modo attraverso le nostre proposte di trekking in faggete vetuste vivremo a pieno tutte queste varietà di colori e di forme.
1. Foliage nel Bosco della Vallonina e Valle del Rio Fuggio

Vi porteremo a scoprire il lato più wild della Catena del Massiccio del Terminillo. Un trekking in parte lungo il corso del torrente Rio Fuggio, uno dei pochi corsi d’acqua attivo tutto l’anno, e in parte attraversando boschi di faggio secolari. Ci aspetta un ambiente dalla natura lussureggiante ma anche ricco di storia. Immersi nel verde scopriremo resti di antichi cippi in pietra ad indicare l’antico confine tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie, ma anche resti di antiche strutture usate per isolare i malati dei lebbra lontano dai paesi. Vi racconteremo storie che ci riporteranno indietro nel tempo quando questi luoghi erano vissuti nella quotidianità dagli abitanti del posto e da viandanti e pellegrini.
2. Foliage sul Monte Terminillo: Rifugio la Fossa e Valle dell’Inferno

Trekking ad anello, tra faggete e valli del Massiccio del Terminillo nel periodo più suggestivo dell’anno. Il foliage delle faggete del Monte Cardito ci accompagnerà nei pressi del Rifugio La Fossa, dove attraverso il nuovo sentiero Marinelli ,risaliremo la bellissima Valle dell’Inferno. Il sentiero dapprima abbastanza ripido e immerso nella faggeta , si apre agli imponenti costoni di roccia che faranno da cornice , girandoci, all’affasciante veduta della Valle Santa con la Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile. Proseguendo ci riporteremo sull’ultima parte della via normale per Monte Terminilletto fino a raggiungere il Rifugio Rinaldi a quota 2108m . Riscenderemo presso Pian de Valli passando per il Monte Terminilluccio.
Scopri di più e prenotati
3. Foliage sui Monti della Duchessa

Un trekking alla scoperta di un posto mozzafiato, sicuramente una delle escursioni più suggestive del Lazio: il Lago della Duchessa. Incastonato tra i settori montuosi del Monte Murolungo e del Monte Morrone ha origine carsica ed è posto a 1788 m in una conca glaciale che lo rende il lago tra i più alti dell’appennino centrale. Il sentiero che ci conduce al lago fa parte del famoso Cammino dei Briganti che con 7 tappe tocca diversi borghi tra Lazio e Abruzzo. Noi partiremo dall’abitato di Cartore, un borgo di montagna finemente recuperato, e risaliremo con una decisa pendenza iniziale la val di Fua all’interno del bosco misto , fino ad entrare in una stupenda faggeta prima dell’altipiano delle Caparnie dove sorgono alcuni rifugi e casette di pastori. Da qui saliremo ancora in dolce pendenza per giungere finalmente alla conca occupata dal piccolo specchio d’acqua luogo di abbeveraggio di folte mandrie e greggi.
4. Foliage sull’Altopiano di Rascino

Un trekking alla scoperta dell’altopiano di Rascino, una perla naturalistica della provincia di Rieti ancora poco conosciuta e frequentata..
L’altopiano è caratterizzato da un particolarissimo lago dalla forma ramificata, poco distante superata una sella si raggiunge il laghetto di Cornino più piccolo ma altrettanto caratteristico con un piccolo bosco di abeti sulla sua sponda.
Passeremo piccoli boschi misti e faggete all’interno di questo contesto affascinante.
Ci sarà anche modo di dirigerci verso la vetta del Monte Torrecane da cui sarà possibile vedere non solo l’altopiano nel suo insieme con i due laghi ma tutto il panorama montuoso circostante: i vicini Monte Nuria, Monte Giano, Monte Calvo, il Terminillo e più in lontananza le montagna d’Abruzzo il cui confine è a pochi km.
5. Foliage sulla Riserva del Monte Navegna e Cervia

Il monte Navegna domina la valle del Turano e quella del Salto. Il paesino medievale di Vallecupola, posto a quasi 1.000 mt., è da sempre stato punto di passaggio obbligato per tutti coloro che volevano traversare i due versanti della montagna. La nostra escursione si snoderà lungo il sentiero italia, tra boschi di faggio e pascoli montani, regalandoci qualcosa di maestoso: la vista di entrambi i laghi, quello del Salto e del Turano! Questo sarà il meritato premio dopo aver raggiunto le vetta del Monte Navegna a quota 1508.
La vista del lago del Turano, soprattutto, ci accompagnerà per buona parte del percorso come uno stretto e sinuoso fiordo tra le montagne il foliage autunnale.
6. Foliage sui Monti Sabini

I Monti Sabini culminano con due elevazioni gemelle separate tra loro dalla profonda Valle Gemini: il Monte Tancia, che con i suoi 1292 è la massima elevazione e Il Monte Pizzuto che pur essendo di pochi metri più basso è considerata la cima principale della catena per la sua posizione dominante e panoramica. Partiremo dal valico del Tancia dove è presente l’antica osteria che dopo anni di abbandono è tornata ad essere oggi punto di ristoro e pernottamento. Vivremo il foliage in mezzo ai boschi della zona e ci porteremo sul tetto dei Monti Sabini per la Vetta del Monte Tancia.
7. Foliage tra i Monti della Laga

Un ultimo trekking col foliage nel Lazio che non può mancare, anche se leggermente più lontano degli altri , è il trekking alla scoperta dei selvaggi Monti della Laga ,un universo a se diverso da tutti i vicini gruppi montuosi. Grazie alla particolare conformazione geologica queste montagne sono caratterizzate da profili tondeggianti ,e la tipica roccia arenaria. A dominare questo paesaggio è però l’acqua presente ovunque in forma di rivoli, fossi e torrenti, ma soprattutto cascate che talvolta arrivano a raggiungere altezze di diverse decine di metri. La Laga è il “paradiso delle cascate”. Soprattutto in inverno quando diventano sculture di ghiaccio e in primavera quando danno spettacolo grazie alle piogge e allo scioglimento della neve. Andremo alla scoperta di alcune delle cascate più imponenti immergendoci in questo mondo naturale isolato e poco frequentato.