L’estate sta finendo. Eh già! Ce ne accorgiamo dai tramonti, che arrivano sempre più in anticipo, costringendoci a rivedere i piani per lo svolgimento delle attività outdoor, dalla corsetta pomeridiana all’itinerario di trekking del weekend. In montagna non esistono regole scritte che impongano il rientro a casa entro il calare del sole, ma essenziale è essere eventualmente pronti ad affrontare le ore di buio all’aperto. Vediamo insieme come sia opportuno preparare lo zaino. Cosa sia necessario non dimenticare mai a casa per vivere una escursione in tranquillità e sicurezza durante il cambio di stagione.

Come preparare lo zaino da trekking 

Ogni anno la fine del mese di agosto, che per molti sancisce anche la fine delle vacanze, segna l’avvio di una fase di transizione tra la stagione estiva a autunnale. Secondo il calendario astronomico, ogni anno l’autunno entra ufficialmente in scena in corrispondenza dell’equinozio del 22 o 23 settembre, ma già nelle settimane precedenti si percepisce nell’aria il cambiamento stagionale. I giorni si accorciano, le temperature medie tendono a scendere, soprattutto dopo il tramonto. Due elementi da tenere in considerazione in fase di preparazione dello zaino in vista di un trekking in giornata.

Il consiglio, valido in tutte le stagioni, è di dedicarsi con attenzione al riempimento del proprio zaino almeno la sera prima di mettersi in cammino. E non in fretta e furia al mattino. Le dimenticanze possono capitare, ma cerchiamo di ridurre così il rischio!

Partiamo da ciò che nello zaino da trekking non deve mai mancare in nessuna stagione: acqua e cibo. In termini quantitativi, anche se le temperature diurne risultano più sostenibili che nei mesi centrali dell’estate, cerchiamo di portare almeno 1 litro d’acqua, 2 è anche meglio. Cibo: accanto al pranzo al sacco (da evitarsi cibi eccessivamente pesanti), è bene portare con sé delle barrette o della frutta secca, snack che fungano da rapida ricarica delle energie perse.

Passiamo all’abbigliamento. Importante è essere pronti a potenziali abbassamenti della temperatura, legati alla quota, a mutamenti del meteo e, come premesso, all’arrivo anticipato del buio. Dunque mai dimenticare di infilare nello zaino un pile tecnico e un guscio impermeabile (che può essere utile anche per schermarci dal vento o da eventuali precipitazioni). Anche un paio di guanti e una fascia o un cappello di lana possono rappresentare aggiunte potenzialmente utili e poco ingombranti.

Regina del cambio di stagione è la lampada frontale. Uno strumento che pesa poche decine di grammi, ingombra poco, e può risultare essenziale nel caso in cui il buio sopraggiungesse prima del nostro rientro dal trekking. E non solo. La lampada frontale nasce infatti come tool per illuminare percorsi e ambienti in condizioni di scarsa luminosità (strade, sentieri, pareti rocciose così come anche ambienti ipogei), ma può rivelarsi utile anche in caso di emergenza. Può essere infatti sfruttata come segnalatore per lanciare dei messaggi luminosi. Una pratica non estremamente semplice che però sarebbe bene imparare.

In caso di emergenza, per richiamare l’attenzione a distanza, si può lanciare un “messaggio” emettendo 6 segnali al minuto (1 ogni 10 secondi), che possono essere di tipo luminoso (flash di luce) o sonoro (fischio o grida). Chi osserva deve rispondere con 3 segnali in un minuto (uno ogni 20 secondi).

lampada frontale, trekking

Qualora si partecipi a un trekking con guida, quest’ultima avrà sempre con sé un kit di primo soccorso, ovvero un insieme di farmaci e materiale per effettuare medicazioni utile in caso di emergenza per aiutare persone vittime di traumi o malori. Ma è buona abitudine per ogni escursionista dotarsene. In commercio si trovano kit già pronti, in alternativa lo si può assemblare in autonomia, assicurandosi di avere con sé almeno gli elementi più importanti (quali cerotti, disinfettante, cotone idrofilo, garze sterili, pinzette, forbici, nastro adesivo medico, laccio emostatico, eventuali farmaci contro le punture di insetto e ghiaccio istantaneo).

Ultimo consiglio, anzi due. Altra buona abitudine da adottare soprattutto nei mesi meno caldi dell’anno, è inserire nello zaino da trekking una coperta isotermica (detta anche “metallina”) e uno scaldamani portatile da escursionismo. Due accessori economici e leggeri.